YES-BAT è un progetto del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto per lo Studio degli Ecosistemi CNR-ISE in collaborazione con la Stazione Teriologica Piemontese

Angela Boggero, ricercatrice CNR-ISE, racconta YES!BAT

La referente scientifica per la parte entomologica del progetto, la Dott.ssa Angela Boggero del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto per lo Studio degli Ecosistemi CNR-ISE ci racconta la sua esperienza nel progetto YES!BAT e la sua idea di sviluppo sostenibile.

 

Progetto YES!BAT: da cosa nasce quest’idea?

L’idea è nata il giorno in cui sono stata contattata da personale della Stazione Teriologica Piemontese, perché avevano bisogno di un esperto che sapesse riconoscere gli insetti contenuti nel guano prodotto dai pipistrelli. Avendo io esperienza legata agli insetti acquatici, avevo bisogno di ampliare le mie conoscenze anche agli insetti terrestri. Chiacchierando sulle modalità lavorative, abbiamo pensato di sviluppare un’idea progettuale che ci permettesse di trovare dei finanziamenti che coprissero le spese di trasferta. Abbiamo pensato che le risaie potessero costituire un habitat ideale per lavorare contemporaneamente su pipistrelli e sulla loro dieta, perché in quest’ambiente sicuramente la maggior parte della dieta si basa su insetti acquatici.

 

Com’è andata fino ad ora e quali sono le aspettative?

Non abbiamo mai pensato di vincere e abbiamo partecipato così come abbiamo sottomesso altre idee in altre tipologie progettuali. Quel che posso dire è che abbiamo avuto un riscontro più che positivo, non solo all’interno di Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition, ma anche al di fuori fra gli agricoltori che sostengono il progetto, le aziende Riso Preciso, Cascina Canta, e Depaoli, e fra coloro che si occupano di agricoltura sia in ambiente risicolo che di altre pratiche colturali. Anzi, fra di noi ci diciamo che il progetto sta viaggiando molto più velocemente e da solo, rispetto a quanto avessimo mai immaginato.

Le aspettative che inizialmente erano veramente poche, ora sono cresciute, e quindi pensiamo di poter sviluppare un metodo analogo che possa essere utilizzato anche da agricoltori legati all’orto-frutticolo dove l’arrivo di specie aliene sta causando notevoli danni. Questa parte del progetto, sviluppata ad hoc, potrebbe infatti portare ad una riduzione dell’uso dei fitofarmaci nelle colture, ottenendo così prodotti più naturali, ma anche aiutare a fermare la diffusione di parassiti che rovinano e danneggiano la produzione dei singoli agricoltori.

 

Qual è il suo concetto di sostenibilità e come si lavora in questa direzione?

Lo sviluppo sostenibile è inteso come uno sviluppo che soddisfa le necessità attuali e future. E sottolineo future. È quindi un processo in continua evoluzione che deve obbligatoriamente agire a livello ambientale, ma anche economico e sociale. L’istituto presso cui lavoro (Istituto per lo Studio degli Ecosistemi del CNR) si è da sempre adoperato affinché gli ambienti acquatici venissero preservati in condizioni naturali o quasi naturali, ha contribuito al risanamento ambientale di ambienti impattati e ha sviluppato metodologie di monitoraggio dello stato di salute di tali ambienti a supporto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, e di indicatori di qualità in grado di fornire utili informazioni sullo stato ecologico degli ambienti d’acqua dolce.

 

SDGs goals: quale può essere il contributo del CNR-ISE?

Diciassette sono gli obiettivi che dimostrano il fulcro delle idee dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile che coinvolgono l’ambito economico, sociale ed ambientale. Il CNR-ISE garantisce già il proprio contributo all’interno di tematiche quali: la protezione dell’ambiente dal degrado, anche attraverso un consumo ed una gestione eco-sostenibile della risorsa acqua, così come attraverso azioni di informazione sul cambiamento climatico e sui possibili scenari futuri, e azioni di contrasto.

Tutto questo nell’ottica di contribuire a migliorare la vita dell’uomo soprattutto quando sviluppato in armonia con la natura circostante, ossia attraverso il miglioramento dei servizi ecosistemici e della qualità della vita.

 

YES!BAT è stato presentato al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, nel panel “Porre fine alla povertà, proteggere il pianeta, assicurare prosperità per tutti? La risposta è nel cibo?”. Ci dia un suo parere: il cibo può essere la soluzione?

La risposta è in una modalità di nutrizione diversa: non solamente le carni forniscono proteine e altri macronutrienti fondamentali al nostro corpo. Una dieta alimentare corretta aiuterebbe a ridurre i problemi legati all’obesità, a disfunzioni, e ad altre malattie che si è visto hanno una forte relazione con la dieta seguita. Questo perché, sia la produzione di carne che l’agricoltura si basano fortemente sull’uso di fitofarmaci e altre sostanze che sostengono una produzione più elevata. Prodotti più naturali sosterrebbero una nutrizione migliore e più adeguata alle esigenze di vita, renderebbero il pianeta un luogo migliore e più salubre in cui vivere e soprattutto aiuterebbero a risolvere problemi legati alla povertà. Quanti poveri possono permettersi una fonte di cibo come la carne? Pochi, quindi la risposta è nel cibo: una migliore e più variata dieta vegetale che non escluda del tutto le carni, ma che le riduca drasticamente.

 

Ricercatrice, vegetariana, secondo lei, qual è il cibo del futuro?

Purtroppo devo ammettere che è probabile che proprio gli insetti, di cui mi occupo, entreranno a far parte del cibo del futuro perché il nostro pianeta non è più in grado di sostenere una produzione di carne così elevata, nonostante l’aumento della ricchezza nei Paesi del terzo mondo lasci intendere che proprio questa sarà la scelta. Le scelte nutrizionali, con gli spostamenti di massa legati a guerre e cambiamenti del clima, si stanno spostando verso nuove fonti di cibo e l’uomo è caratterizzato dalla curiosità verso il nuovo, nuovi cibi e nuovi modi di cucinare il cibo.

Questo mi permette di fare una battuta sorridendo: proprio come vegetariana, io sarò fuori da tutto questo e ne sono felice. Non ho mai amato la carne e non vorrei dover vedere un insetto entrare nei miei piatti!

 

 

 

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